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Studio dell’atteggiamento sessuale tra rettili dello stesso sesso

(di Mauro Grano e Priscilla Finocchi)

Il fine ultimo di ogni allevatore, si sa è la riproduzione. Con questo presupposto in questi ultimi anni, abbiamo selezionato e acquistato un certo numero di Python regius adulti per formare un consistente "breeding group". Oltre al numero di animali indispensabili per scatenare la rivalità tra i maschi del gruppo, uno degli altri requisiti richiesti per la buona riuscita dell’operazione è la separazione tra i sessi, durante il periodo di brumazione.

E’ proprio durante questo periodo che abbiamo assistito al primo accoppiamento nel terrario dei maschi ! A questo punto è tornata in ballo la delicata questione della sessatura, infatti durante la fase di selezione degli animali che avrebbero formato il gruppo riproduttivo, un esemplare sessato per due volte nell’arco di cinque giorni, era sembrato inizialmente femmina, ma in seguito inequivocabilmente maschio. Circostanza dovuta a una momentanea e parziale ostruzione del condotto genitale, per cui la sondina non era penetrata del tutto, falsando il test.

Questa volta però non c’erano dubbi, i due partecipanti alla copula erano entrambi maschi.

Messo a parte il nostro stordimento iniziale, abbiamo meditato che se nonostante la temperatura di brumazione non fosse proprio quella ideale per l’accoppiamento, che in realtà è avvenuto e si è anche protratto per alcune ore, consentendoci anche di fotografare il tutto, una volta che da lì a qualche giorno i maschi avrebbero raggiunto le femmine, i risultati non sarebbero tardati ad arrivare.

Le femmine di Python regius erano cinque, tutte sessualmente mature e quasi tutte intorno alla lunghezza massima prevista per questa specie, con un peso intorno ai due Kg. Nonostante tutto questo " ben di Dio", di accoppiamenti in seguito ne sono avvenuti, ma quasi sicuramente solo tra i maschi di prima……..

Comunque di deposizioni non ce ne sono state, anche se una delle femmine, stazionava ore nella parte più calda del terrario, standosene con la parte inferiore del corpo, rigirata verso l’alto, nella classica posizione dalla femmina gravida.

Con un profondo senso di sconforto, che solo i Python regius sanno regalare a i propri allevatori, ci siamo interessati al fenomeno dell’accoppiamento omosessuale tra rettili, raccogliendo poco ma autorevole materiale di studio. Infatti Ernie Wagner, un famoso studioso, nonché allevatore americano, cita vari casi, tra cui interessante è quello relativo a una coppia di Lampropeltis sp. Allevati a scopo riproduttivo; quando la maturità sessuale e le dimensioni lo permisero, furono messi insieme, ma senza esito. L’anno successivo, dopo il periodo di brumazione, furono di nuovo messi insieme e dopo solo un paio di giorni, l’allevatore vide quello che sembrava fosse l’accoppiamento tra i due serpenti; uno era disteso sopra l’altro e aveva la coda attorcigliata intorno all’altro e le parti ventrali dei due corpi erano in contatto tra loro. Non pensando ci fosse niente di strano, non furono fatte osservazioni più ravvicinate. Anche in quell’anno però non ci furono deposizioni.

Il terzo anno fu introdotto anche un nuovo maschio, aspettandosi qualche forma di combattimento tra i due maschi, l’allevatore rimase a osservare, ma il nuovo arrivato iniziò immediatamente a copulare con quello che si pensava fosse il maschio originario!

Diversi giorni dopo il nuovo maschio copulò anche con la femmina, e questa volta entrambi i serpenti della presunta coppia iniziale, deposero un discreto numero di uova, successivamente schiuse con successo.

E’ evidente che il sessaggio fatto a i due serpenti in età giovanile fu sbagliato, e quando erano più grandi non fu fatta un’altra prova. Si presume inoltre che il comportamento sessuale avvenuto il secondo anno tra le due femmine, fu la conseguenza della loro produzione di ferormoni, in una situazione limite senza la presenza di serpenti maschi.

In un articolo di David L. Hardy Jr. intitolato " Male-male copulation in captive Mojave Rattlesnakes " pubblicato nel dicembre 1998 da " Bullettin of the Chicago Herpetological Society " , si descrive l’accoppiamento, con accertata introduzione di emipeni, tra due maschi adulti di Crotalus s. scutalus, facenti parte di un breeding group composto da tre maschi e due femmine, tenuti insieme nello stesso terrario. Si suppone che l’accoppiamento avvenne come conseguenza del confinaggio forzato in cattività.

Sempre nello stesso bollettino si va avanti a disquisire altri casi, tra i quali, degno di nota è quello relativo a osservazioni effettuate su una comunità partogenica, completamente femminile, di Cnemidophorus tessellatus nel Sud-Est americano e in Messico. In questa comunità avvengono regolarmente atteggiamenti sessuali riproduttivi, tra alcune componenti del gruppo e interessante è il fatto che il numero delle uova portate a buon fine è sensibilmente più alto, rispetto a quello delle femmine che non hanno partecipato allo pseudo-accoppiamento.

La morale di tutto ciò è che se avvengono problemi per la riproduzione, converrebbe sessare di nuovo i componenti del gruppo riproduttivo, ma attenzione che la natura nella sua complessità, non ci metta lo zampino.

Ultimo aggiornamento Domenica 21 Novembre 2010 22:19