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Alimentazione forzata di serpenti neonati

(a cura di Lucio Montecchio)

 

E' sempre una soddisfazione riuscire nella riproduzione dei propri serpenti, soprattutto dopo aver trascorso gli ultimi 3-4 mesi in uno stato di costante apprensione. Per non parlare poi degli ultimi anni, probabilmente passati aspettando che il vostro cucciolo di pochi mesi diventasse adulto, cercandogli un adeguato partner, facendo tesoro di tutte le possibili informazioni su nutrizione, letargo, accoppiamento, incubazione e quant'altro, per poi decidere di fare un po' di testa propria, tanto... come sempre le "condizioni fondamentali per una sicura riproduzione" non sono realizzabili tutte assieme nella stessa casa e dalla stessa persona.
Fra coloro che quest'anno hanno riprodotto i loro serpenti, probabilmente ci sarà qualcuno che nei prossimi mesi si troverà a dover risolvere il problema di alcuni piccoli che non mangiano spontaneamente. Abitualmente in una cucciolata ce n'è sempre qualcuno...
Dopo la prima muta offrite loro dei topi neonati una volta la settimana per 5-6 volte, alternandone uno morto e uno vivo. Trascorso questo periodo, se ancora non vorranno mangiare, dovrete nutrirli forzatamente, tenendo però presente che l'operazione, semplice solo in apparenza, è sempre traumatica per l'animale e il rischio di lesionarlo sempre in agguato. Per questo motivo la successione di operazioni illustrata di seguito andrà imparata "dal vivo" da qualcuno più esperto: non fidatevi solo di questa nota (anche perché ciascuno personalizza un suo metodo e qualcun altro potrebbe indicarvi qualche particolare diverso e a voi più congeniale), ma verificate di persona le operazioni da compiere. Dopo le prime volte acquisterete sicurezza e tranquillità.
Procuratevi un topino appena nato e di qualcosa che vi permetta di spingere la preda oltre la gola del serpente senza causare alcun danno. Andranno bene piccole pinzette con la punta arrotondata, "cotton-fioc" opportunamente tagliati e smussati, "sessatori" per rettili di media grandezza e altri strumenti stretti, lunghi e lisci. La scelta fra questi dipenderà dalla vostra manualità. Mettetevi molto comodi e prendete il serpente con l'indice e il medio appoggiati delicatamente alla nuca e il pollice alla gola. Trattenete il resto del corpo tra il palmo e le due dita ancora libere: in questo modo sarà più facile sedare eventuali tentativi di ribellione. Muovendo il pollice indietro tendete la pelle della gola e con l'altra mano appoggiate alla bocca del serpente la testa del topino morto, precedentemente immerso in un po' d'acqua tiepida per "lubrificarlo". Appena accennerà ad aprire la bocca infilate la testa del topolino, premete delicatamente le mascelle del serpente per fargli chiudere la bocca e contemporaneamente tirare lievemente indietro la preda. Ciò fa sì che il topo si attacchi ai denti del serpente, che ha così difficoltà a rigurgitarlo. A volte, se lasciato in pace, continuerà ad ingoiare da solo la preda. Se ciò non accade, aiutandovi con le pinzette, spingete la preda fin oltre la gola. Al termine, chiudete la bocca stringendo le tre dita e fate scendere il topo delicatamente fino allo stomaco massaggiando il ventre dall'alto verso il basso. Una volta che la preda sarà scesa per circa un quarto della lunghezza dell'animale, riponetelo con calma nel terrario e, per non rischiare il rigurgito, non disturbatelo per un paio di giorni.
Chiaramente l'aiuto di un collaboratore, almeno le prime volte, renderà più facili tutte le operazioni. Prima di ripetere l'operazione, offrite al cucciolo una preda, alternativamente morta e viva, e nutritelo forzatamente solo se ancora una volta si rifiuterà di mangiare.

Ultimo aggiornamento Domenica 21 Novembre 2010 22:27