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ALLEVAMENTO DEI TOPI

(di Mauro Grano e Priscilla Finocchi)

 

L’allevamento dei topi, diventa una scelta obbligata per chi possiede diversi serpenti, sia per una questione economica, sia per l’esigenza di avere a disposizione prede di diverse pezzature, a seconda delle dimensioni dei serpenti da nutrire.

Il comune topo da laboratorio mus musculus rappresenta un alimento completo ed insostituibile per i serpenti. Se somministrati vivi o appena uccisi, essi apportano la giusta quantità di vitamine richiesta dal serpente; il tenore di importanti elementi, quali il calcio e il fosforo è quello ideale ed equilibrato.

Utilizzando invece prede scongelate è possibile integrare il topo con composti multivitaminici, inoltre è possibile iniettare nella preda scongelata, anche eventuali medicine o trattamenti destinati al serpente.

L’apparato digerente del rettile è in grado di sfruttare tutto della preda, tranne il pelo, che verrà scartato con le feci.

Ad onor del vero, bisogna prendere atto che in America, alcune ditte specializzate in rettili, stanno producendo delle "salsicce" per serpenti, non ancora commercializzate in Italia.

salsicce per rettili salsicce per rettili

I contenitori più indicati per l’allevamento dei topi, sono quelli usati a livello professionale, si tratta di vasche alte circa 15 cm. e di superficie variabile, realizzati in una speciale resina trasparente, il makrolon, che a differenza della comune plastica, resiste alle alte temperature e quindi rende possibile il lavaggio e la sterilizzazione con un getto di vapore. Sono dotati di un coperchio amovibile fatto con una rete di acciaio inox, con una depressione laterale, che fa da contenitore per il cibo, che in questo modo, rimane sempre sospeso al di sopra, evitando inutili sprechi. Nella stessa zona sarà da inserire un abbeveratoio a goccia, che dovrà essere tenuto sempre pieno di acqua pulita, dato che i topi, soprattutto se alimentati a dieta secca, bevono moltissimo.

gabbia roditori

Il mangime migliore è quello in pellet, specifico per topi "da pasto", esso prevede un apporto di proteine e lipidi, minerali come calcio, fosforo e potassio, vitamina A, vitamina D3 e vitamina E, inoltre aminoacidi quali lisina, cistina e metionina.

Quando nella gabbia ci sono delle femmine gravide o in allattamento, si può  integrare l' alimentazione con semi di arachidi e girasole, poiché questo stato fisiologico particolare registra un aumentato fabbisogno di grassi.

Carenze di vitamina E possono portare a sterilità nei maschi e provocare la morte dei feti o il riassorbimento degli embrioni nelle femmine.

Il substrato della vasca riveste un ruolo importantissimo nell’allevamento dei topi, in quanto dovrà garantire più a lungo possibile una condizione igienica accettabile all’interno della vasca stessa, l’urina del topo, ha una forte concentrazione di ammoniaca, ed il suo odore acre può rendere problematica la stabulazione, se non si sceglie la lettiera giusta. La più economica è la segatura depolverizzata, che però non ha nessun potere deodorante. Altri materiali comunemente usati sono la sepiolite e la bentonite, che trovano il loro impiego primario per le lettiere dei gatti, esse presentano un alto potere assorbente.

La cosa che non deve mai mancare all’interno di una vasca da allevamento è il nido; molte femmine di topo possono uccidere o addirittura mangiarsi l’intera cucciolata se non hanno avuto la possibilità di costruirsi un nido adeguato, quindi in un angolo della vasca andrà posta una abbondante manciata di fieno o paglia.

I topi vengono allevati in famiglie stabili di 5 elementi, 4 femmine ed 1 maschio o 3 femmine e 2 maschi, all’interno della quale vengono a stabilirsi delle gerarchie ben precise che vedono il maschio dominante (o il solo maschio) e la femmina più anziana investiti di diritti e doveri nei confronti dell’intera famiglia.

La famiglia è stabile in quanto composta dagli stessi elementi, che vi permangono per tutta la loro vita. Eventuali sostituzioni o integrazioni dovrebbero avvenire solamente quando non sono presenti cuccioli non svezzati, che altrimenti, a causa dell’introduzione di un "intruso", verrebbero uccisi dal maschio dominante e poi mangiati dalle femmine.

All’interno di una famiglia così composta, il maschio (o i maschi) feconda le femmine che, dopo una gestazione di circa 21-30 giorni, partoriscono i cuccioli, che vengono allattati e accuditi da tutte le femmine indistintamente fino allo svezzamento che si compie tra il 25° ed il 30° giorno di vita.

pinkies neri pinkies

Una volta svezzati i giovani possono essere allontanati dalla famiglia, ricostruendone così il nucleo riproduttivo originario. Anzi, è bene che sia così, al fine di evitare che, una volta raggiunta la maturità sessuale intorno alla 6a-8a settimana di età, i giovani elementi partecipino all’attività riproduttiva della famiglia, ingenerando così il fenomeno dell’inbreeding, che porta all’indebolimento della specie e conseguenti malformazioni delle generazioni successive.

La temperatura ottimale del locale dove saranno poste le vasche di allevamento, dovrebbe essere intorno a 25°; escursioni termiche giorno/notte elevate limitano l’attività riproduttiva.

E’ importante che il locale sia sufficientemente areato, sia per il ristagno dei cattivi odori, sia perché la scarsa circolazione di aria associata al sovraffollamento nelle vasche, può portare rapidamente alla morte di parecchi componenti della colonia riproduttiva.

Ultimo aggiornamento Domenica 21 Novembre 2010 22:26